Il Futuro è nelle Radici: eccellenze ad arte a Villa Cavalletti

Dal 27 gennaio al 28 febbraio 2025 il Villino Rosso, antico frantoio di Villa Cavalletti e oggi sede del Museo dell’Olio di Grottaferrata, ha ospitato la mostra “I Pini” dell’artista romano Claudio Spada. Contemporaneamente, nel parco della Villa è stata esposta l’opera scultorea di Andrea Roggi “Il Futuro è nelle Radici”. Entrambe le esposizioni sono state curate da Tiziana Todi della storica Galleria Vittoria di Via Margutta, a Roma.

Il progetto del Museo dell’Olio ha preso avvio alla fine di novembre 2024 per iniziativa del Gruppo Tierre, con l’obiettivo di recuperare e valorizzare il villino rurale trasformandolo in un luogo dedicato alla cultura del territorio e alle esperienze legate alla produzione agricola di qualità.

Il restauro ha conservato l’identità dell’edificio, un manufatto del XVII secolo tutelato come bene di notevole interesse storico, aprendolo al pubblico attraverso un allestimento scenotecnico e illuminotecnico. Il Villino Rosso è diventato così uno spazio polivalente nel quale memoria agricola e arte contemporanea possono dialogare.

All’interno del museo, le opere della serie “I Pini” di Claudio Spada hanno proposto un’indagine sul rapporto tra natura e città, memoria storica e sperimentazione artistica. I pini romani, elementi caratteristici del paesaggio urbano, sono stati trasformati in un ponte tra antico e contemporaneo.

L’artista ha reinterpretato la tradizione pittorica romana attraverso accostamenti cromatici audaci, dal blu elettrico al rosso intenso. Le tele hanno trovato una cornice ideale nelle pareti del museo, che conservano tonalità calde e tracce della lunga storia dell’edificio. Pittura e architettura hanno dato vita a un dialogo visivo fondato sul tempo, sulla trasformazione e sulla continuità tra passato e presente.

All’esterno del Villino Rosso, nel parco di Villa Cavalletti, è stata collocata la scultura di Andrea Roggi “Il Futuro è nelle Radici”, un’imponente opera in bronzo con basamento in travertino, realizzata attraverso la tecnica della fusione a cera persa e della patina a fuoco.

L’opera rappresenta un Albero della Vita. Le radici richiamano il passato, la cultura e la tradizione dalle quali ogni comunità riceve nutrimento. Il tronco, formato da due figure strette in un abbraccio, rappresenta il presente e la possibilità di agire attraverso l’amore. I rami carichi di frutti simboleggiano invece il futuro, generato dall’incontro tra i valori ricevuti e le azioni compiute nel presente.

La mostra ha trasformato la visita al Museo dell’Olio in un’esperienza capace di unire arte, architettura e produzioni agricole. Il progetto racconta una Villa Cavalletti impegnata a conservare la memoria storica dei propri edifici e, allo stesso tempo, ad aprirli a nuovi linguaggi culturali.

Il Villino Rosso diventa così un punto d’incontro tra la storia agricola dei Castelli Romani e l’arte contemporanea: un luogo nel quale la bellezza sopravvive, si trasforma e continua a ispirare.

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