IL COMPLESSO
LE MILLE SFUMATURE DEI CASTELLI ROMANI
Villa Cavalletti si estende per 27 ettari a Grottaferrata, nel cuore dei Castelli Romani, all’interno del paesaggio modellato dall’antico Vulcano Laziale. La tenuta riunisce il parco monumentale, il vigneto storico, il campo dei grani antichi e l’oliveto monumentale Presidio Olivi Secolari Slow Food. Insieme alla Villa Storica, all’Accademia, alla Tenuta Agricola e al Museo dell’Olio, architetture e natura formano un patrimonio unitario, aperto verso la Campagna Romana e Roma.
Veduta totale dell’area del complesso di Villa Cavalletti, 27 ettari di bellezza naturale
IL VULCANO LAZIALE
L’origine vulcanica del territorio ha profondamente modellato il paesaggio e determinato la straordinaria fertilità dei suoli. Le eruzioni del Vulcano Laziale, che hanno dato origine all’attuale sistema dei Colli Albani, hanno lasciato in eredità depositi di tufo, peperino e pozzolana, materiali che caratterizzano ancora oggi l’architettura locale e che hanno favorito, nei secoli, lo sviluppo della viticoltura e dell’olivicoltura. Le numerose fasi eruttive hanno inoltre generato una morfologia unica, caratterizzata da due cinte crateriche concentriche separate da un’ampia pianura vulcanica che si sviluppa per oltre venti chilometri, definendo uno dei paesaggi geologici più significativi del Lazio. L’area di Villa Cavalletti sorge proprio in un cratere vulcanico, caratteristica eccezionale per lo sviluppo agricolo del complesso in tutta la sua storia.
Campagna di scavi archeologici del 1902
Villa Cavalletti, Grottaferrata
ARCHEOLOGIA ED ETA’ ROMANA
La storia di Villa Cavalletti affonda le proprie radici nell’antichità. Nel 1902, durante l’impianto di un vigneto, fu scoperta all’interno della tenuta una necropoli dell’Età del Ferro databile tra l’VIII e il VII secolo a.C., importante testimonianza delle popolazioni latine del Latium Vetus. Già in epoca preromana la coltivazione della vite era legata ai culti religiosi del vicino Monte Cavo, sede del santuario di Giove Laziale. Con Roma, il territorio divenne una delle mete predilette dell’otium aristocratico: ville, giardini e aziende agricole sfruttavano la fertilità dei suoli vulcanici e la ricchezza d’acqua. Le tracce archeologiche rinvenute nella tenuta testimoniano una continuità insediativa che attraversa oltre duemila anni di storia.
Veduta di Frascati e delle Ville Tuscolane (Tusculum)
acquaforte e bulino su rame, XVII secolo (ca. 1670–1700)
VILLA RUSTICA ROMANA
La straordinaria qualità paesaggistica dei Colli Albani è descritta già in epoca antica da Strabone, che nel I secolo a.C. racconta un territorio ricco di acque, coltivazioni e sontuose dimore affacciate verso Roma. Le pendici del Tuscolo e del Monte Albano ospitavano ville rustiche e residenze di campagna che univano attività agricole e funzioni di rappresentanza. In questo contesto si inserisce la storia più antica del sito di Villa Cavalletti, parte di un sistema territoriale che fin dall’età romana ha trovato nella fertilità dei terreni vulcanici e nella bellezza del paesaggio la propria principale ricchezza.
Cicerone nella sua villa a Tuscolo
Joseph Mallord William Turner (1775–1851) National Trust, Ascott
GRAND TOUR
Villa Cavalletti è una dimora storica nel cuore dei Castelli Romani, immersa in un paesaggio di straordinaria bellezza con vista su Roma. Le sue origini risalgono al XVI secolo, quando appartenne al Cardinale Federico Cesi e successivamente alla famiglia Cavalletti. Esempio significativo di Villa Tuscolana, integra architettura, giardino e territorio agricolo in un unico sistema paesaggistico. Nei secoli è stata meta di viaggiatori, studiosi e personalità attratte dal fascino dei Colli Albani, conservando ancora oggi il carattere di luogo privilegiato per l’osservazione e la scoperta del territorio.
Vista della fontana storica all’interno del Parco Monumentale della tenuta Villa Cavalletti
PAESAGGIO AGRICOLO E MONUMENTALE
Villa Cavalletti è una delle poche Ville Tuscolane giunte pressoché integre fino ai giorni nostri. I suoi 27 ettari comprendono viali monumentali, oliveti secolari, vigneti storici e ampie aree verdi che si affacciano su Roma, il mare e i Castelli Romani. Costruita a partire dal 1580 dal Cardinale Cesi e acquistata nel 1596 da Ermete Cavalletti, nacque come luogo di villeggiatura e produzione agricola. Ancora oggi conserva il rapporto originario tra architettura, paesaggio e attività rurali che caratterizza la tradizione delle grandi ville del territorio tuscolano, elemento evidenziato anche dal riconoscimento Slow Food come Presidio Olivi Secolari.
Veduta aerea del complesso di Villa Cavalletti
In primo piano l’Accademia, sullo sfondo la Villa Storica
UN LUOGO AMATO DA DUE PAPI
Nel Novecento Villa Cavalletti diventa un importante luogo di spiritualità, formazione e confronto internazionale. Dagli anni Sessanta ospita la Curia Generalizia della Compagnia di Gesù, guidata da padre Pedro Arrupe, ed è frequentata da Jorge Mario Bergoglio, futuro Papa Francesco, allora Provinciale dei gesuiti dell’Argentina. Il legame con Joseph Ratzinger nasce invece dal sostegno offerto alla Comunità Cattolica d’Integrazione e conduce, nel 2003, alla fondazione presso la tenuta dell’Accademia per la Teologia del Popolo di Dio: un centro di studio e dialogo seguito dal futuro Papa Benedetto XVI.
Vista del Complesso di Villa Cavalletti. In primo piano la tenuta agricola biologica
LA RINASCITA DI VILLA CAVALLETTI
Dal 2014 Villa Cavalletti è protagonista di un importante processo di rigenerazione fondato sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il progetto ha previsto il recupero degli edifici secondo principi di bioedilizia, la tutela del parco storico e la valorizzazione delle produzioni agricole attraverso il metodo biologico. La rinascita della tenuta si fonda sul rispetto della sua identità storica e paesaggistica, reinterpretata in chiave contemporanea per restituire al territorio un luogo capace di coniugare cultura, agricoltura, ospitalità e tutela del patrimonio.