La cultura del vino a Villa Cavalletti nasce dal rapporto tra il vigneto storico, il territorio vulcanico dei Castelli Romani e un percorso sviluppato con associazioni, tecnici e istituzioni.
Un primo momento di confronto è stato la tavola rotonda “Viticoltura ed enologia del Vulcano Laziale”, ospitata il 7 dicembre 2021. Tecnici e operatori sono partiti dall’analisi della produzione locale per individuare basi solide con cui affrontare le sfide del mercato e della Comunità Europea.
L’incontro è stato aperto da Tiziana Torelli, presidente dell’Associazione Vignaioli in Grottaferrata. Enologi, agronomi e ricercatori hanno partecipato al confronto, moderato dal giornalista e sommelier Luca Grippo. Al termine si è svolto un banco di degustazione dei Vignaioli in Grottaferrata.
Nel 2022 Villa Cavalletti ha ospitato il corso di primo livello ONAV per assaggiatori di vino, organizzato con l’Associazione Vignaioli in Grottaferrata. Il percorso, rivolto anche agli appassionati privi di esperienza, è stato pensato per conoscere il vino dal grappolo alla bottiglia e imparare a degustarlo consapevolmente.
Il programma comprendeva sedici lezioni teorico-pratiche guidate dai docenti dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino e l’assaggio di oltre cinquanta vini. Gli incontri hanno affrontato le tecniche di assaggio, la memoria olfattiva, la vite, le vinificazioni, l’affinamento e l’enografia regionale. Il corso si è concluso con una visita in cantina, l’esame finale e la consegna dei diplomi.
Il rapporto tra produzione e ricerca è proseguito con OENOMED, progetto europeo dedicato allo sviluppo sostenibile delle filiere vitivinicole nelle Aree Protette del Mediterraneo. Villa Cavalletti è risultata vincitrice con una proposta per la valorizzazione sostenibile del vigneto storico, basata su scelte tecnologiche e agronomiche finalizzate alla riduzione dell’uso dell’acqua, alla tutela della biodiversità e al recupero delle essenze autoctone.
Il progetto, guidato dal Parco Regionale dei Castelli Romani, ha riunito istituzioni pubbliche italiane, francesi, tunisine e libanesi. La collaborazione ha evidenziato le potenzialità della sinergia tra aree protette e viticoltura di qualità, con particolare attenzione ai Castelli Romani.
Tavole rotonde, formazione e progetti europei compongono così un unico percorso: conoscere il vino e sviluppare una produzione capace di tutelare il vigneto, la biodiversità e l’identità del territorio.
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