VILLINO ROSSO - MUSEO DELL’OLIO
UN PROGETTO CROSSMEDIALE SU TRE LINEE, RESTAURO, VALORIZZAZIONE E ALLESTIMENTO.
Un nuovo capitolo per l’eredità culturale e agricola dei Castelli Romani, un recupero integrale e crossmediale dell’Azienda Agricola Tierre a cura di Dario Biello fondatore dello Studio Expositore Architettura, nasce nella storica Tenuta di Villa Cavalletti il Museo dell’Olio, un luogo dedicato alla memoria e alla ricerca del territorio e dei suoi frutti.
Abbracciato da 27 ettari di straordinaria bellezza paesaggistica e storica, il seicentesco Villino Rosso era la casa del fattore della nobile villa tuscolana, oggi sede dell’azienda agricola biologica, al suo interno nel ‘900 i gesuiti vi installarono un frantoio tradizionale fino ad oggi inaccessibile e dimenticato.
Il tema progettuale si sviluppa su tre linee parallele, la prima è quella del restauro conservativo, il fabbricato che sorge ai piedi per Parco Monumentale è risalente al XVII secolo, è un bene tutelato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Con queste premesse l’intervento è stato incentrato sull’eliminazione delle superfetazioni presenti, sul ripristino dei rivestimenti e dei preziosi pavimenti realizzati con sampietrini, e soprattutto ci si è concentrati sulla caratteristica facciata rossa, attraverso la catalogazione dei colori originali ristesi a mano, restituendo l’edificio con la logica del com’era, dov’era.
La seconda linea è quella del ‘900, il periodo nel quale i padri Gesuiti installarono il frantoio, il tema quindi è diventato quello della valorizzazione del moderno, riportando alla luce la fabbrica dell’epoca, una testimonianza legata ad una memoria breve, quella del secolo del quale noi tutti siamo figli. Oggi l’oleificio è tornato ad essere tale, senza effetti speciali, ma con la realtà di un tempo da far rivivere alle nuove generazioni.
La terza linea è invece dell’allestimento contemporaneo del percorso scenotecnico e del sistema illuminotecnico, volutamente distaccato dal contesto, è una macchina pensata per valorizzare e raccontare il Villino Rosso, la sua storia, il suo territorio ed i frutti del lavoro dell’agricoltura locale. La calda luce, i tessuti, e le reti in lamiera stirata sono la cornice ai pannelli informativi retroilluminati, un’esperienza dedicata anche all’accessibilità e all’interazione fisica e digitale grazie al sistema QR Code ed ai supporti stampati in 3d dedicati agli ipovedenti.
A sintesi di tutto, infine, c’è l’intero progetto della comunicazione integrata e dei contenuti, il Museo dell’Olio è un’esperienza crossmediale, che con un linguaggio coerente racconta un luogo in modalità fisica e digitale. La selezione dei materiali, la scelta dei colori e dei font, è stata declinata a partire dall’allestimento, passando al materiale promo divulgativo, fino al disegno delle etichette della collezione di prodotti biologici dedicati. Ultimo supporto di questo racconto è infine il cinema, con la produzione di un video teaser che introdurrà la visita e promuoverà l’intera esperienza.





