Il Presidio Slow Food degli olivi secolari di Villa Cavalletti rappresenta un esempio significativo di tutela attiva del paesaggio agricolo storico dei Castelli Romani, coniugando produzione di qualità, sostenibilità e valorizzazione culturale del territorio. Inserito nel progetto nazionale dei Presìdi Slow Food, esso nasce con l’obiettivo di salvaguardare gli oliveti antichi, oggi minacciati da modelli produttivi intensivi e dalla perdita di biodiversità, promuovendo invece pratiche agricole tradizionali e rispettose dell’ambiente.
L’oliveto di Villa Cavalletti si estende all’interno della tenuta di 27 ettari e conta circa 5.000 piante secolari. Le varietà tipiche del territorio sono coltivate secondo metodo biologico certificato. La raccolta viene effettuata all’inizio dell’invaiatura, quando le olive sono ancora verdi, e l’olio viene estratto a freddo, garantendo un prodotto ricco di polifenoli, responsabili del caratteristico aroma fruttato e pungente, nonché delle proprietà antiossidanti e salutari.
Villa Cavalletti fa parte del progetto Slow Food Olivi Secolari, simbolo della valorizzazione sia del prodotto che del territorio.
Il presidio si fonda su un modello produttivo biologico e sostenibile: non vengono utilizzati fertilizzanti chimici di sintesi né diserbanti, mentre le tecniche agronomiche mirano alla conservazione del suolo e alla riduzione dell’impatto ambientale. La raccolta avviene manualmente, preservando l’integrità del frutto e garantendo elevati standard qualitativi dell’olio extravergine prodotto.
Oltre alla dimensione produttiva, il presidio assume un ruolo culturale e didattico, inserendosi nelle pratiche di oleoturismo: visite guidate, percorsi sensoriali e attività divulgative permettono ai visitatori di conoscere la filiera dell’olio e il valore della civiltà dell’olivo. In questo modo, Villa Cavalletti diventa un luogo di incontro tra agricoltura, educazione e turismo sostenibile, contribuendo allo sviluppo economico locale e alla trasmissione di saperi tradizionali.
Il Presidio Slow Food degli olivi secolari si configura dunque come un presidio non solo agricolo, ma anche culturale e paesaggistico, capace di preservare un patrimonio millenario e di reinterpretarlo in chiave contemporanea, rafforzando il legame tra territorio, comunità e qualità alimentare.