Catacombe di Ad Decimum

Le Catacombe di Ad Decimum

Le catacombe Ad Decimun furono scoperte casualmente nei primi anni del XX secolo mentre veniva lavorata la terra del vigneto sovrastante: in quella occasione, sotto il peso dell’aratro, la terra franò mettendo in luce la scala d’accesso del cimitero. Tutta la zona era già conosciuta dagli archeologi perché ricca di un grandissimo numero di resti antichi appartenuti a grandi ville romane. Nei paraggi delle Catacombe i reperti archeologici sono sempre stati numerosi, tanto da fare intuire la presenza, proprio in quel luogo, di un centro abitato. Questo nucleo urbano è stato identificato come la “Comunità dei Decimensi”, coloro che abitavano al decimo miglio della via Latina, nel punto in cui essa si intersecava con la via Valeria, oggi chiamata via della Cavona. Gli abitanti, come testimoniano le epigrafi trovate nel luogo, dovevano appartenere ad un ceto medio-basso: forse erano gli stessi contadini che lavoravano la terra nelle ville patrizie adiacenti.
Le Catacombe oggi sono situate nei pressi della biforcazione della Via Anagnina e contengono circa 1.000 tombe risalenti al II/V secolo d.C. che si estendono per circa 250 metri lineari.
All’interno le gallerie sono state scavate direttamente dentro un banco di peperino e presentano due lucernari uno dei quali, posto subito dopo il secondo cunicolo, è molto alto ed è affiancato da un pozzo profondo che, secondo gli studi, doveva essere o una cisterna o un acquedotto che riforniva le ville circostanti.
Le gallerie presentano un soffitto a botte che anticamente era ricoperto da un intonaco, le cui tracce sono ancora ben visibili.
La principale particolarità di questo cimitero è la presenza di un grandissimo numero di epigrafi e graffiti posti su lastre marmoree che servivano a chiusura dei loculi, contenenti uno o più corpi. Tra tutte è degna di nota l’epigrafe detta “del Buon Pastore”, dove, oltre all’iscrizione funebre (sulla quale si legge: “Al carissimo benemerente fratello Marciano, Ilaro fece in pace”), sono raffigurati ai lati un Buon Pastore posto tra due palme ed un vaso da cui fuoriescono dei virgulti che nutrono con i loro chicchi due uccelli.
Nella Catacomba Ad Decimum, sono scarsissimi gli elementi pittorici perché danneggiati dall’umidità e dal tempo: nell’arcosolio detto della “Traditio Legis”, è raffigurato al centro della parete di fondo il Cristo nimbato che alza la mano destra benedicente, mentre con la sinistra consegna un rotolo di leggi a san Pietro che, con la croce sulle spalle e genuflesso, le riceve con le mani avvolte nel pallio. Sul rotolo si può leggere ‘DOMINUS LEG(em) DAT”. A sinistra è rappresentato san Paolo con la spada tra due palme, su una delle quali è posta la fenice. Nel pannello di sinistra è rappresentato il titolare della tomba “BIATO”, panneggiato e posto tra due santi.

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